21-gennaio-2020

Nuova gamma Ammortizzatori

● Ampliata e rinnovata per soddisfare tutte le richieste del mercato
● Oltre 450 nuove referenze a catalogo
● Fino al 97% di copertura del circolante europeo
● Applicazioni per 55 Case Auto

Magneti Marelli Parts & Services offre una delle gamme più complete di ammortizzatori. Il nuovo assortimento comprende prodotti di qualità originale o equivalente, sia per automobili che per veicoli commerciali, coprendo una vasta gamma di applicazioni e offrendo soluzioni per ogni tipo di veicolo.

Il catalogo, disponibile anche in formato PDF, comprende:
•  applicazione per marca e veicolo;
•  tavole di comparazione OE/IAM.

Le applicazioni e le cross reference sono altresì disponibili sulla piattaforma web TecDoc.

Ammortizzatori a gas e idraulici disponibili nelle seguenti varianti:

Ammortizzatori mono-tubo
•  Grande forza di smorzamento
•  Veloce risposta idraulica delle valvole
•  Peso ridotto

Ammortizzatori bi-tubo
• Eccellente performance di sospensione
• Frizioni ridotte al minimo grazie alla presenza di azoto
• Limitati fenomeni di cavitazione

Ammortizzatori strutturali
• Sostengono sollecitazioni verticali, di frenata e accelerazione
• Contribuiscono alla sicurezza della vettura
• Di supporto al peso del veicolo
 

1. Struttura globale

Marelli Ride Dynamics ha una presenza globale che si articola in 15 impianti di produzione, 8 centri di ricerca e sviluppo e 9 uffici commerciali. Grazie ai numerosi anni di esperienza e alla presenza nei quattro continenti, offriamo qualità di livello mondiale e un eccellente servizio tecnico e commerciale.

2. Generalità sugli ammortizzatori

Le caratteristiche dinamiche di un’autovettura sono garantite dalle forze generate dal contatto dello pneumatico con la superficie stradale: il controllo di queste forze assicura le condizioni di sicurezza e di confort necessari. In assenza di un adeguato sistema sospensivo, tutte le sollecitazioni generate dalle irregolarità della strada sarebbero trasmesse al corpo vettura compromettendo al contempo la tenuta di strada e l’efficienza della frenata a causa della irregolarità delle forze trasmesse.
La presenza delle sospensioni permette di isolare l’abitacolo dalle sollecitazioni trasmesse dalle ruote, di assorbire le irregolarità del terreno e garantire così che gli pneumatici siano soggetti a una spinta verticale il più possibile costante garantendo le condizioni di sicurezza di marcia del veicolo.
La sospensione, grazie alla sua geometria, permette di controllare le azioni scambiate tra il corpo vettura o cassa (massa sospesa), e tutte le parti direttamente soggette all’andamento del profilo stradale (masse non sospese), ovvero: pneumatico, cerchio, disco freno con la sua pinza e parte dei semiassi nelle ruote motrici.

La sospensione, in uno schema semplificato, è rappresentata da un elemento elastico, la molla che genera una forza proporzionale alla deformazione alla quale è sottoposta e da un elemento smorzante, l’ammortizzatore che genera una forza proporzionale alla velocità della deformazione impressa. Se nella sospensione non fosse presente l’elemento smorzante, quando la ruota supera un'irregolarità del profilo stradale, l’energia immagazzinata dalla compressione della molla, sarebbe liberata nella sua successiva distensione.
La massa sospesa, il corpo vettura o cassa, sarebbe così sospinta verso l’alto e successivamente tornerebbe a gravare sull’elemento elastico, comprimendolo nuovamente. Si innescherebbe pertanto un moto oscillatorio del veicolo il cui smorzamento avverrebbe solo progressivamente per effetto dei coefficienti dissipativi di pneumatico, molla e snodi dei bracci della sospensione.

La presenza dell’ammortizzatore permette di controllare e smorzare queste oscillazioni caratterizzate da frequenze ed ampiezze determinate dalle masse in gioco e dai parametri fisici della sospensione.

Oltre a ciò l’ammortizzatore assolve ad altre funzioni primarie nella sospensione quali sopportare i carichi verticali, laterali e longitudinali, limitare le escursioni della ruota nelle due fasi di estensione e tamponamento. L’ottimizzazione di queste funzioni determina in larga parte il comportamento dinamico del veicolo contribuendo al voluto livello di comfort ma anche caratterizzandone la dinamicità di conduzione.

L’ammortizzatore lavora sia durante la compressione della molla, sia durante la sua estensione.
Quando la molla si comprime per effetto del peso del veicolo, l’ammortizzatore si chiude fornendo maggior resistenza di quella che riesce ad esercitare la molla. Quando la ruota passa sopra un dosso, la molla si comprime ancora di più; l’ammortizzatore attenua questo movimento senza impedirlo.
Durante la compressione, l’ammortizzatore lavora insieme alla molla, aiutandola con la sua forza di reazione. Durante l’estensione invece, deve esercitare una forza maggiore per smorzare la forza di estensione della molla. È questa la ragione per cui, usando una forza manuale, è generalmente più semplice comprimere un ammortizzatore piuttosto che cercare di estenderlo.
L’ammortizzatore è composto da alcune decine di componenti di alta precisione (para-polvere, serbatoio, tubo a pressione, valvola base, valvola a pistone, ecc.). Particolare importanza nella sua produzione la assumono il sistema di chiusura che deve costituire una perfetta barriera per prevenire le perdite del fluido idraulico e la saldatura che conferisce alla struttura maggiore resistenza alla rottura.
 

3. Tecnologie Marelli

3.1 Ammortizzatori convenzionali bi-tubo
 

Rappresentano la configurazione tecnica di maggior utilizzo in campo automobilistico. La semplicità costruttiva e la versatilità ne permettono l’utilizzo in un notevole numero di differenti architetture di sospensione, dai ponti torcenti alle multilink passando dai quadrilateri anche con versioni coil over (per applicazioni sportive). L’ammortizzatore bi-tubo è costituito da due tubi concentrici, lo spazio tra essi è parzialmente occupato da azoto per compensare il volume di stelo nei suoi movimenti telescopici effettuati nella sospensione. Questo tipo di ammortizzatore presenta un ingombro assiale fisso minimo e permette un'elevata flessibilità nella definizione delle caratteristiche di smorzamento.
La presenza di azoto in bassa pressione minimizza i fenomeni di cavitazione e la formazione di emulsione presentando un'eccellente performance nelle principali applicazioni di sospensione posteriore.
Tale configurazione ha un'elevata flessibilità progettuale e di installazione con un’ampia gamma di tipologie di fissaggio per installazione sul veicolo.
 

3.2 Ammortizzatori convenzionali mono-tubo
 

L’ammortizzatore mono-tubo fornisce smorzamento alle sollecitazioni verticali e limita le escursioni della sospensione.
I livelli di pressurizzazione sono maggiori di 10 bar. I principali pregi di questa configurazione di prodotto sono:
· elevati smorzamenti rispetto al suo ingombro dimensionale
· peso ridotto
· elevata velocità di risposta idraulica delle valvole dovuta all’alto livello di pressurizzazione

È costituito da un unico tubo e da una camera con azoto in alta pressione. Olio e gas sono separati da un pistone flottante che impedisce la formazione di emulsione nelle condizioni di lavoro e in alta frequenza così da permettere una miglior stabilità in cattive condizioni stradali. L’ammortizzatore può essere assemblato su veicolo in qualsiasi posizione. Questo permette una maggior flessibilità progettuale e l’utilizzo in un gran numero di applicazioni veicolo. Nessun fenomeno di cavitazione è presente, il risultato è una maggior stabilità negli scuotimenti verticali ruota ad alta frequenza.
Tra le caratteristiche salienti si possono elencare una miglior dissipazione di calore, miglior stabilità di smorzamento in ogni condizione di lavoro.
Le applicazioni più usuali sono vetture ad alte prestazioni e Off Road.
 

3.3 Ammortizzatori strutturali
 

Gli ammortizzatori di tipo strutturale sono largamente impiegati nelle sospensioni anteriori delle vetture di segmento A,B e C e in alcune sospensioni posteriore per SUV. Questo tipo di ammortizzatori, oltre alle funzioni di smorzamento e limitazione scuotimenti ruota, svolge funzioni strutturali come sostenere il peso veicolo e le sollecitazioni verticali della cassa come anche quelle nel piano orizzontale di frenata, accelerazione e curva. La conformazione di questa tipologia di ammortizzatori riveste carattere di sicurezza per l’utente.
 

3.4 Smart Damping Control System
 

Il sistema SDC è un sistema che provvede a variare in continuo lo smorzamento degli ammortizzatori in tempo reale costituito da 4 ammortizzatori, 1 control unit e 5 accelerometri. Questi ultimi, 3 di cassa e 2 di mozzo (anteriore), dialogano con una centralina elettronica in grado di calcolare la necessità di smorzamento e pilotare le valvole elettromeccaniche proporzionali degli ammortizzatori in funzione del profilo stradale e delle condizioni di guida.
 

3.5 Sistema Lifter

Il sistema Lifter è un sollevatore di asse per vetture sportive. L’utilizzo preponderante è sull’ asse anteriore per superare ostacoli quali dossi o rampe senza urtare lo spoiler contro il terreno.
Il sistema, costituito da attuatore idraulico collocato sotto la molla sospensione, pompa idraulica e control unit, può essere applicato solo sull’asse anteriore o l’intera vettura.
 

4. Sostituzione ammortizzatori

Quando durante la guida si manifestano evidenti anomalie tipo scarsa tenuta in curva, vibrazione del veicolo, perdita di aderenza, vibrazione al volante, assetto basso, affondo in frenata, occorre fare un controllo generale delle sospensioni per verificare e sostituire le parti usurate e difettose. Generalmente nel piano di manutenzione veicolo è previsto un controllo degli ammortizzatori ogni 20.000 km, la loro sostituzione ogni 80.000 km.

Tipiche condizioni di anomalia che richiedono la sostituzione dell’ammortizzatore.

  • Rumorosità persistente causata dall’attrito tra lo stelo e la relativa guarnizione: la causa è l’essicamento del materiale della guarnizione.
  • Rumorosità di tipo metallico riscontrata all’interno dell’ammortizzatore: può essere provocata da parti interne mal montate o che possono aver modificato la loro funzionalità.
  • Rottura della boccola (gomma) di fissaggio posizionata negli occhielli degli ammortizzatori posteriori.
  • Perdita dell’olio*.
  • Scarico, scarsa efficienza, senza forza di contrasto.

(*) Una leggera “umidità” sullo stelo è da considerarsi normale in quanto si tratta di un fenomeno di evaporazione che avviene durante il funzionamento dell’’ammortizzatore.